India: i cobra reali potrebbero diffondersi per errore… in treno

Da anni, chi viaggia in treno in India racconta incontri ravvicinati con serpenti che sbucano da finestrini, scaffali portabagagli o spazi sotto i sedili. Non si tratta solo di piccoli colubridi innocui: in alcuni casi si parla di cobra reali, tra i serpenti più temuti del pianeta. Ora un gruppo di ricercatori indiani sostiene che questi spostamenti “clandestini” sui binari potrebbero cambiare la distribuzione di specie già minacciate, con conseguenze sia per la loro sopravvivenza sia per la sicurezza dei passeggeri.

Serpenti in carrozza: da episodio virale a tema scientifico

La presenza di serpenti sui treni indiani non è più solo una storia da raccontare al ritorno da un viaggio. Nel 2023 un cacciatore di serpenti del Gujarat ha documentato una letale “brillenschlange” (Naja naja, il classico cobra con il cappuccio a occhiali) infilata nel telaio di un finestrino ferroviario. Episodi simili circolano sempre più spesso sui social, con video girati da passeggeri terrorizzati.

Già nel 2017 il biologo indiano Dikansh Parmar, volontario in un’organizzazione animalista, era stato chiamato a intervenire su un treno dopo l’allarme lanciato dai viaggiatori. Da quelle esperienze, Parmar e colleghi hanno sviluppato una domanda: questi incontri sono solo incidenti isolati o dietro c’è un fenomeno più ampio, capace di influenzare gli spostamenti dei serpenti sul territorio?

Gli studiosi descrivono le “serpenti viaggiatori” come un nuovo, sottovalutato aspetto dell’interazione tra esseri umani e fauna selvatica in un Paese dove la ferrovia è la spina dorsale dei trasporti.

Secondo i dati raccolti, in appena 30 giorni del 2024 sono stati registrati ufficialmente almeno tre casi di serpenti avvistati su o vicino ai treni, mentre altri episodi restano confinati a video amatoriali e post sui social network. Un numero che, per chi studia la distribuzione delle specie, suona come un campanello d’allarme.

Cobra reali in viaggio: il caso del Goa

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica «Biotropica», si concentra sulla popolazione locale di cobra reale (Ophiophagus kaalinga) nello Stato di Goa, noto soprattutto per le spiagge ma ricco anche di foreste e corsi d’acqua interni.

Dove dovrebbero vivere i cobra… e dove vengono trovati

Il team ha utilizzato modelli di distribuzione, basati su clima, vegetazione e presenza di corsi d’acqua, per mappare le aree adatte a questa specie. Dai calcoli risulta che il cobra reale del Goa dovrebbe trovarsi soprattutto:

  • nelle zone interne, lontane dalla costa turistica
  • in aree boscate con copertura vegetale fitta
  • vicino a fiumi, ruscelli e stagni, dove abbondano le prede

Nella realtà, tra il 2002 e il 2024 sono state raccolte segnalazioni da 47 località diverse. Almeno cinque di queste si trovano in prossimità di linee ferroviarie molto trafficate, in contesti più secchi e urbanizzati, con meno rifugi e meno cibo disponibile per i serpenti. Zone che, sempre secondo i modelli, sarebbero sfavorevoli o comunque subottimali.

Questa discrepanza tra habitat “ideale” e siti reali di avvistamento vicino ai binari alimenta il sospetto che le ferrovie stiano agendo come corridoi di dispersione accelerata per i cobra reali.

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I treni come “autostrade” involontarie per i serpenti

La tesi proposta dai ricercatori è, in apparenza, semplice: i cobra reali possono muoversi lungo le linee ferroviarie, sfruttando la vegetazione ai margini, le scarpate, i ponti. Ma in alcuni casi salirebbero persino a bordo dei treni, nascosti tra carichi di merci, sotto i sedili o negli interstizi delle carrozze.

Così, una linea ferroviaria non rappresenterebbe solo un corridoio di spostamento “a piedi” ma una sorta di rete di connessioni ad alta velocità tra popolazioni che, in condizioni naturali, resterebbero isolate da habitat inadatti o da distanze troppo grandi.

Gli scienziati parlano di linee in grado di “collegare popolazioni in ambienti altrimenti inadatti”, con la possibilità che i serpenti finiscano in zone dove hanno poche chance di sopravvivere a lungo. Un effetto collaterale della capillarità della rete ferroviaria indiana, difficile da ignorare in un contesto di cambiamento climatico e frammentazione degli habitat.

Rischi per specie già minacciate

Il cobra reale è tra i serpenti velenosi più lunghi al mondo, con esemplari che superano i cinque metri. Il suo veleno agisce sul sistema nervoso e, se non trattato rapidamente, può uccidere una persona in pochi minuti. Nonostante questa reputazione, la specie in India è considerata vulnerabile: la perdita di habitat, il bracconaggio e i conflitti con l’uomo stanno riducendo le popolazioni.

Se le ferrovie spostano cobra in zone poco adatte, il risultato potrebbe essere un aumento di mortalità “invisibile”: animali che non trovano abbastanza cibo, che non riescono a riprodursi o che vengono uccisi perché considerati una minaccia in aree più densamente abitate.

Per i ricercatori, i cobra che viaggiano in treno rischiano un paradosso: raggiungono nuovi territori ma, una volta arrivati, hanno meno probabilità di sopravvivere e contribuire alla popolazione complessiva.

La sicurezza dei passeggeri: paura, panico e gestione del rischio

Dal punto di vista umano, la sola idea di condividere la carrozza con un cobra reale è sufficiente a creare panico. Le ferrovie indiane trasportano milioni di persone ogni giorno, spesso in condizioni di forte affollamento. Un serpente che appare all’improvviso in un ambiente chiuso può scatenare fughe disordinate, cadute, blocchi del treno.

I rischi principali segnalati dagli esperti sono:

  • morsi potenzialmente letali, soprattutto dove l’accesso a sieri antiofidici è limitato
  • reazioni collettive incontrollate, con feriti anche senza alcun contatto con il serpente
  • uccisione immediata degli animali, con conseguente impatto sulla conservazione delle specie

Al momento, le linee guida sono spesso gestite a livello locale: alcuni treni dispongono di numeri di emergenza per contattare soccorritori esperti in fauna selvatica, altri si affidano alla presenza occasionale di volontari o di staff formato sul campo, senza protocolli unificati.

Prove limitate, ma segnali da non ignorare

Gli autori dello studio sottolineano che la loro ipotesi si basa su indizi e correlazioni, non su un monitoraggio diretto dei singoli esemplari lungo le linee ferroviarie. Manca, per esempio, il tracciamento con radio-collari o GPS di cobra reali che salgono su un treno e vengono poi ritrovati in altre aree.

Nonostante questa mancanza di prove “video in mano”, l’accumulo di osservazioni nei pressi dei binari e nelle carrozze, combinato con i modelli climatici e di habitat, suggerisce che il fenomeno meriti ulteriori studi. In un Paese dove la ferrovia continua a espandersi e il clima cambia rapidamente, anche spostamenti relativamente rari potrebbero, nel tempo, ridisegnare la distribuzione delle specie più sensibili.

Cosa significa “habitat adatto” per un cobra reale

Quando i biologi parlano di “habitat adatto”, non si riferiscono solo alla temperatura media o alla presenza di alberi. Nel caso del cobra reale entrano in gioco vari fattori:

Fattore Ruolo per il cobra reale
Prede disponibili I cobra reali si nutrono soprattutto di altri serpenti: senza una comunità di ofidi stabile, la specie fatica a insediarsi.
Copertura vegetale La vegetazione offre rifugi per cacciare, nascondersi e deporre le uova, riducendo il rischio di incontro con l’uomo.
Umidità e acqua Zone con fiumi e ruscelli sostengono un ecosistema ricco, da cui dipende anche la catena alimentare dei cobra.
Disturbo umano Costruzioni, traffico e agricoltura intensiva aumentano il rischio di persecuzione diretta e incidenti.

Le aree ferroviarie, spesso più secche e impoverite di fauna, offrono poche di queste condizioni. Un cobra trasportato fin lì può sopravvivere per un po’, ma difficilmente troverà tutto ciò che serve a una popolazione stabile.

Scenari futuri: cambiamento climatico, infrastrutture e animali “autostoppisti”

Gli esperti avvertono che i cobra reali potrebbero non essere gli unici a sfruttare, loro malgrado, la rete dei trasporti. Altri rettili, piccoli mammiferi o anfibi potrebbero spostarsi in modo simile, specialmente in un contesto di clima che cambia, con ondate di calore e variazioni delle piogge che spingono molte specie a cercare nuove zone più favorevoli.

Uno scenario possibile vede linee ferroviarie e autostrade trasformarsi in assi lungo i quali le specie tentano di “seguire” condizioni climatiche più adatte, venendo però deviate e concentrate in aree di transito dove la sopravvivenza resta precaria. Un fenomeno che non riguarda solo la biodiversità, ma anche la gestione del rischio sanitario e la convivenza tra comunità umane e fauna selvatica.

Per ridurre gli imprevisti, alcuni ricercatori suggeriscono campagne di sensibilizzazione tra il personale ferroviario, squadre di risposta rapida formate sul riconoscimento dei serpenti e studi più accurati sulle interazioni tra infrastrutture e movimenti degli animali. Ogni episodio di “cobra in carrozza” diventa così non solo una storia da social, ma un tassello per capire come le nostre reti di trasporto stiano ridisegnando, in modo silenzioso, le mappe della natura.

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